Il manifesto come documento. Nuovi criteri di descrizione


Abstract: Negli ultimi dieci anni si è assistito ad una proliferazione di archivi di manifesti. La crescente attenzione verso questa tipologia di oggetti grafici ha spinto archivisti e archiviste a rivedere e riconsiderare le modalità di descrizione comunemente adottate per questi documenti.
In Archivio centrale dello Stato, le necessità di gestione e descrizione del cospicuo numero di manifesti conservati ha condotto all’elaborazione di una nuova scheda descrittiva che si propone di coniugare necessità archivistiche e di ricerca storica

Negli ultimi dieci anni l’attenzione nei confronti delle aggregazioni di manifesti è notevolmente cresciuta. Per comprendere le ragioni che hanno portato ad un aumento dell’interesse, è necessario innanzitutto definire l’oggetto di questa trattazione.

Quando si parla di manifesto ci si riferisce ad una specifica categoria di oggetti comunicativi che possono essere redatti su supporti diversi e la cui specificità viene di solito individuata nel grande formato. È pertanto necessario sin da subito chiarire che la tipicità di questi prodotti non risiede nelle dimensioni del supporto – o comunque non soltanto in esse – ma nel suo voler essere più pubblico possibile, nella sua volontà di raggiungere il più alto numero di persone tramite affissione pubblica e utilizzo di forme ed espressioni comunicative e grafiche che siano in grado di catturare l’attenzione e trasmettere in modo rapido e sintetico un messaggio.

Oggi siamo tutti concordi nel definire l’insieme dei manifesti prodotti o comunque raccolti da un determinato soggetto nel corso della sua attività come un archivio. Eppure non è in seno alla disciplina archivistica che sono state rivolte le prime attenzioni all’oggetto “manifesto”; per molto tempo ha prevalso una visione del manifesto declinata secondo i suoi caratteri estrinseci: il suo essere quindi ascrivibile alla categoria del “materiale a stampa”. Sono state dunque le biblioteche pioniere nella descrizione di questa tipologia di oggetti. La pubblicazione di linee guida ha rappresentato una fase di studio, di sperimentazione che ha portato a una successiva catalogazione in SBN di documenti grafici quali manifesti, disegni e incisioni.

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Autore

  • Valentina Carola

    Valentina Carola è nata a Roma dove ha intrapreso gli studi in Beni culturali, laureandosi presso l’Università degli studi di Roma Tre. Si è specializzata presso la Scuola di archivistica, paleografia e diplomatica di Perugia. Nel 2018 è entrata in ruolo presso il Ministero della cultura come funzionaria archivista in Archivio centrale dello Stato. Dal novembre 2022 è direttrice dell’Archivio di Stato di Teramo e dal febbraio 2024 è anche direttrice della Sala di studio dell’Archivio centrale dello Stato.
    Collabora al progetto Polo di conservazione degli Archivi di Stato per cui coordina, organizza e gestisce le attività di dematerializzazione con certificazione di processo