La comunicazione politica nei fondi dell’Archivio centrale dello Stato


Abstract: L’oggetto di questo intervento è costituito dalla presentazione di un lavoro di schedatura e digitalizzazione di una raccolta di manifesti conservati presso l’Archivio centrale dello Stato prodotti dai partiti che presero parte alle elezioni politiche del 1953. Breve accenno ai compiti istituzionali dell’Istituto in materia di conservazione. Approfondimento sulle principali raccolte di manifesti politici conservati e sui principali fondi archivistici al cui interno è presente questa tipologia documentaria. Rapporti di collaborazione con Istituti pubblici e privati che conservano manifesti politici.

1. Introduzione

Questo intervento relativo alla presentazione del lavoro di schedatura e descrizione della raccolta di manifesti prodotti dai partiti politici impegnati nelle elezioni del 7-8 giugno 1953 vuole illustrare le caratteristiche di questo specifico inventario e nello stesso tempo fornire una panoramica dei fondi archivistici dove si conservano manifesti, volantini, opuscoli, giornali, il materiale di propaganda più adoperato dai movimenti politici.

L’Archivio Centrale dello Stato conserva come compito istituzionale la documentazione dello Stato italiano unitario, con un arco cronologico che ha il proprio inizio con il 1861 e prosegue fino agli ultimi decenni del Novecento. La documentazione di propaganda politica è conservata sia negli archivi delle amministrazioni pubbliche che negli archivi privati di personalità della politica e della cultura e in alcune raccolte sganciate dalla documentazione del soggetto produttore. Nei fondi archivistici non è facile individuare questa tipologia documentaria attraverso gli inventari. La gran mole di documentazione conservata presso l’ACS, che si estende per circa 180 Km di scaffalatura, impedisce di compilare strumenti di ricerca analitici in grado di descrivere i documenti contenuti nell’intero fascicolo. Inoltre, i fascicoli composti da documenti amministrativi possono eventualmente contenere al loro interno come allegati anche manifesti o volantini, come pure fotografie e opuscoli, ma è proprio questa caratteristica di essere considerati “allegati”, cioè carte unite ad un documento all’interno di un fascicolo per prova, per integrazione o per chiarimento della pratica in oggetto a far sì che di solito questo materiale non sia descritto all’interno dell’inventario.

01_01_Caterina-Arfé_La-comunicazione-politica-nei-fondi-ACS-DEF

Autore

  • Caterina Arfè

    Caterina Arfè, laureata in filosofia presso Sapienza Università di Roma, diplomata alla Scuola di Archivistica, Paleografia e Diplomatica dell’Archivio di Stato di Roma, già funzionario archivista in servizio presso l’Archivio centrale dello Stato fino al 31 08-2021. Già responsabile tra gli altri dei fondi archivistici del ministero di Grazia e giustizia, degli organi e istituzioni del regime fascista, e degli archivi dei partiti e movimenti politici. Ha partecipato a numerose mostre documentarie organizzate dall’Istituto e alla redazione dei rispettivi cataloghi. Ha pubblicato tra gli altri, il saggio: Il contributo delle fonti dell’Archivio ventrale dello Stato per la storia dell’epurazione, pp.309-326 nel volume, A. Meniconi, G. Neppi Modona (a cura di) L’epurazione mancata. La magistratura tra fascismo e Repubblica., Bologna, Il Mulino 2022, pp.338