La corrispondenza tra la Sacra Congregazione del Sant’Uffizio e i tribunali locali: il caso di Modena

La corrispondenza tra la Sacra Congregazione del Sant’Uffizio e i tribunali locali: il caso di Modena

Abstract: La corrispondenza tra inquisitori di Modena e il Sant’Uffizio è una fonte particolarmente importante, dal momento che non è pervenuta se non in pochissimi casi. A partire da uno studio sistematico è possibile ricostruire i rapporti centro-periferia, distinguendo le lettere circolari, da quelle relative alla sede in oggetto. In quest’ultimo caso, le lettere riguardano non solo il disbrigo quotidiano delle attività del tribunale, ma offrono notizie preziose sul particolare frangente della devoluzione di Ferrara. Nel 1598 Modena diviene non solo il centro politico del Ducato, ma anche una sede inquisitoriale con pieni poteri. La corrispondenza tra Modena e Sant’Uffizio mette allora in luce anche le difficoltà connesse all’adeguamento delle strutture del tribunale, la mancanza di mezzi, i problemi con le autorità politiche e le complesse questioni relative alle periferie.

The correspondence between the inquisitors of Modena and the Holy Office is a particularly important source, since it has been preserved in very few cases. Starting from a systematic study it is possible to reconstruct the center-periphery relationships, distinguishing the circular letters from those relating to the local court in question. So the letters concern not only the daily activities of the court, but offer valuable information on the particular situation of the devolution of Ferrara. In 1598 Modena became not only the political center of the Duchy, but also an inquisitorial court with full powers. The correspondence between Modena and the Holy Office then also highlights the difficulties connected to the adaptation of the court structures, the lack of means, the problems with the political authorities and the complex issues relating to the peripheral areas of the Duchy.

Quando lo studioso di storia istituzionale dell’Inquisizione romana si imbatte in un archivio che conserva documenti di diversa tipologia in maniera pressoché integra e continua nel corso dei secoli, oltre al fatto di trovarsi davanti a una situazione di per sé eccezionale, è messo necessariamente di fronte a una scelta. Laddove infatti le fonti siano scarse, il problema consiste piuttosto nel farne un uso il più possibile fruttuoso, consapevoli della necessità di integrazioni con materiale di diversa provenienza. Nel caso invece di una documentazione quantitativamente cospicua e tipologicamente variegata, è indispensabile individuare una pista da seguire, un contesto entro cui collocare il proprio discorso, per evitare il rischio di trovarsi in un’impasse da sovrabbondanza.

L’Archivio di Stato di Modena conserva un fondo Inquisizione di notevole estensione e importanza. Oltre alla serie dei Processi (compresa la serie delle Causae Hebreorum), infatti, vi troviamo i carteggi degli inquisitori locali con i cardinali della Sacra Congregazione di Roma, libri di spese, carteggi con i vescovi, editti e decreti, carte relative ai patentati del Sant’Uffizio, privilegi, documenti delle varie vicarie.

All’interno di questo vasto panorama, la scelta di focalizzarsi sulla corrispondenza tra inquisitori locali e Sacra Congregazione romana offre sicuramente il vantaggio di avere una cornice entro la quale leggere l’attività complessiva del tribunale modenese, seguendo le tendenze dei singoli giudici di fede, per restituire un’idea il più possibile concreta dell’andamento generale dell’attività dell’ufficio. Nel caso dell’Inquisizione modenese, privilegiare il primo trentennio della sua storia vuol dire porre l’attenzione su un periodo ricco di cambiamenti epocali, non solo per il tribunale di fede, ma per la storia del Ducato Estense tout court. Il 1598, infatti, come vedremo meglio in seguito, fu l’anno in cui Modena divenne la nuova capitale estense e, in quello stesso anno, il tribunale locale assurse a ufficio con pieni poteri insieme a quello di Reggio, entrambi fino ad allora vicarie dell’Inquisizione ferrarese.

5.-S_Toppetta_La-corrispondenza-tra-la-Sacra-Congregazione_DEF

Autore

  • Silvia Toppetta

    Nel 2019 ha conseguito il Dottorato di ricerca in Storia, Antropologia, Religioni presso la Sapienza Università di Roma, con una tesi dal titolo L’Inquisizione a Modena nel primo Seicento. È risultata vincitrice di borse presso l’Istituto Sangalli di Firenze e presso la SISEM, partecipando a diversi seminari e convegni. Ha conseguito il Diploma di Archivista presso la Scuola Vaticana di Paleografia, Diplomatica e Archivistica, dove risulta iscritta al secondo anno del Corso biennale di Archivistica Moderna e contemporanea. Attualmente è assegnista di ricerca presso il DHMoRe dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. I suoi contributi vertono sulla storia religiosa e politica tra Cinque e Seicento, con particolare attenzione all’Inquisizione romana e ai conflitti giurisdizionali