«La misericordia del signore mi apriva l’adito al ravvedimento». Il Diritto sociale di Angelo Ridolfi e la condanna dell’Inquisizione tra dimensione locale e internazionale (1815-1817)
This article explores the documents of the trial against Angelo Ridolfi’s treatise Del Diritto Sociale. Libri tre, which was printed in Bologna in 1808, denounced to the Index by Cardinal Carlo Oppizzoni in October 1815 and, in view of its distinctly pernicious content, was then censured and condemned by the Congregation of the Holy Office on 22 August 1816. The court record, stored in the Censurae Librorum series of the ADDF, contains various elements of interest including, above all, the two extensive censorial reports drawn up by the Qualifier of that time, later Consultor, Mauro Cappellari and the Master of the Sacred Palace Filippo Anfossi, to which are added references to the parallel events that affected the University of Coimbra, which are necessary to fully grasp the impact of the sentence passed concerning the work.
L’articolo intende illustrare un lavoro di ricerca, condotto principalmente presso l’Archivio della Congregazione per la Dottrina della Fede (da ora ACDF), relativo ad una censura libraria effettuata dalla Congregazione del Sant’Uffizio romano tra il 1815 e il 1817. Al vaglio di quest’ultima, infatti, fu sottoposto un trattato giuridico, Del Diritto sociale. Libri III, che Angelo Ridolfi diede alle stampe a Bologna nell’anno 1808. Il fascicolo processuale, custodito nel fondo Sanctum Officium, serie Censurae Librorum 1816-1817 dell’Archivio suddetto, presenta diversi elementi d’interesse. Innanzitutto, dallo studio delle sue carte è possibile ricostruire, in maniera pressoché completa, una vicenda storica fino ad oggi quasi sconosciuta che va dalla denuncia a Roma dell’arcivescovo di Bologna Carlo Oppizzoni nell’ottobre del 1815 all’invio della ritrattazione finale del reo a Pio VII nel febbraio del 1817. In secondo luogo, i documenti dell’affaire permettono di esplorare il funzionamento della censura pontificia — e nello specifico della Suprema — negli anni della Restaurazione, confermando in sostanza quanto già è stato evidenziato dalla storiografia; tuttavia, questo caso di studio può contribuire, comparandolo con le altre censure svolte dall’Inquisizione, a stilare una radiografia ancora più dettagliata della Congregazione nei primi decenni dell’Ottocento. La ricerca, inoltre, si inserisce in un filone di studi altrettanto noto, quanto indispensabile per l’inquadramento generale del processo, concernente lo scontro tra la cultura reazionaria cattolica e quella illuministica-rivoluzionaria; ideologia quest’ultima rispetto alla quale Ridolfi, in vita come nella redazione della sua nota opera, fu sempre un fedele interprete.
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