La produzione e il commercio dello zafferano in area aquilana


Abstract: L’articolo si compone di tre parti distinte, eppure unite da un fil rouge che intende ripercorrere la produzione e la diffusione dello zafferano aquilano in Europa tra Medioevo e Età contemporanea.
Partendo da una ricostruzione storica già avviata da Paolo Buonora, incentrata sull’utilizzo e l’interpretazione delle fonti a stampa, la ricerca si arricchisce sotto il profilo archivistico, grazie al vasto patrimonio documentario relativo a tale spezia, conservato all’interno dell’Archivio di Stato dell’Aquila e qui illustrato da Daniela Nardecchia, in occasione della mostra dal titolo: La produzione e il commercio dello zafferano in area aquilana (2015), quale testimonianza della ricca produzione, circolazione e fioritura economico-mercantile dello zafferano nel basso Medioevo all'Aquila.
Come completamento dei saggi e a supporto delle tesi indicate, la sezione “foto” del Giornale di Storia, ospita un ricco apparato iconografico proveniente dall’Archivio di Stato dell’Aquila, a testimonianza degli interessi politici, economici e giuridici relativi al controllo e alla diffusione dello zafferano (tra XIV e il XVII) in area aquilana.

Il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo aderisce ogni anno alle Giornate Europee del Patrimonio, manifestazione promossa nel 1991 dal Consiglio d’Europa, con l’intento di potenziare e favorire il dialogo e lo scambio culturale tra le nazioni europee. L’Archivio di Stato dell’Aquila nel 2015 ha aderito con una mostra dal titolo La produzione e il commercio dello zafferano in area aquilana in quanto esiste nel nostro istituto una cospicua documentazione sulla produ¬zione ed il commercio dello zafferano che testimonia una ricca fioritura mercantile nel basso Medioevo all’Aquila.
La documentazione per lo più pergamenacea è di sommo interesse anche in consi¬derazione del fatto che negli ultimi anni si constata una ripresa della produzione dello zafferano tanto che si è ottenuta per esso una DOP (Denominazione di origine protetta).
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Autore

  • Roberto Benedetti

    Roberto Benedetti è cultore della materia e dottore di ricerca in Storia moderna presso La Sapienza-Università di Roma. È specialista di storia sociale e di storia della giustizia penale nella Roma di età moderna ma recentemente ha iniziato ad occuparsi del tema della schiavitù islamica all’interno dei confini dello Stato della Chiesa di antico regime. Ha partecipato al progetto europeo "Oltre la guerra santa", la gestione del conflitto e il superamento dei confini culturali tra mondo cristiano e mondo islamico dal Mediterraneo agli spazi extra-europei: mediazioni, trasmissioni, conversioni (sec. XV-XIX)" – Progetto finanziato dal MIUR con fondo FIRB-Futuro in Ricerca, 2008, nell’ambito del quale ha realizzato una ricerca sulle fonti archivistiche e bibliografiche relative alla normativa prodotta tra XVI e XVIII secolo sulla presenza di schiavi islamici non convertiti nel territorio dello Stato della Chiesa di antico regime. È capo redattore della rivista scientifica on line Giornale di Storia ( www.giornaledistoria.net ). Le sue principali pubblicazioni sono: Tribunali e giustizia a Roma nel Settecento attraverso la fonte delle liste di traduzione alla galera (1749-1759), in «Roma moderna e contemporanea», anno XII, 3, settembre-dicembre 2004; Madri, figlie, mogli, schiave. Le istanze di liberazione inoltrate all'Arciconfraternita del Gonfalone (Secolo XVIII), in «Storia delle donne», 5 (2009), pp. 147-165; Il “gran teatro” della giustizia penale: i luoghi della pubblicità della pena nella Roma del XVIII secolo, in «Mélanges de l’École Française de Rome. Italie et Méditérranée» (in corso di pubblicazione); Dalla galera all’Ergastolo. Storia del carcere per ecclesiastici criminali, in «Ricerche di storia sociale e religiosa», 81 (2012), pp. 15-69; Servi introvabili e schiavi visibili. Un’analisi delle fonti giuridiche dello Stato della Chiesa (XVI-XVIII secolo) in «Dimensioni e problemi della ricerca storica», 2 (2013), pp. 53-80.