L’Inquisizione romana tra riforme e abolizioni. Considerazioni storiografiche e nuove dinamiche interpretative sul Settecento inquisitoriale italiano

L’Inquisizione romana tra riforme e abolizioni. Considerazioni storiografiche e nuove dinamiche interpretative sul Settecento inquisitoriale italiano

Abstract: La ricorrenza dei venticinque anni dall’apertura degli archivi della Congregazione per la Dottrina della Fede rappresenta una proficua occasione per fare il punto sulle dinamiche abolitive settecentesche che coinvolsero i tribunali dell’Inquisizione romana sul territorio peninsulare italiano. Procedendo da un rapido prologo ottocentesco, e richiamando l’importanza dei nuovi approcci documentari e metodologici forniti dall’apertura dell’ACDF, questo contributo vuole proporsi come una ampia e aggiornata riflessione storiografica su tale parabola settecentesca vissuta dal Sant’Ufficio in Italia. Al tempo stesso tenterà anche di abbozzare nuove coordinate interpretative, in grado di fare attenzione a non isolare troppo il contesto italiano rispetto le contemporanee vicende di altri sistemi inquisitoriali dell’età moderna.

The twenty-five-year anniversary of the opening of the archives of the Congregation for the Doctrine of the Faith provides a fruitful opportunity to take stock of the eighteenth-century abolition dynamics that involved the Roman Inquisition tribunals on the Italian peninsular territory. This contribution is intended as a broad and up-to-date historiographical consideration on this aspect of eighteenth-century Italian history. To this perspective we will proceed from a quick nineteenth-century prologue, recalling the importance of the new documentary and methodological approaches provided by the opening of the ACDF. At the same time, it will also attempt to sketch out new interpretive coordinates that can take care not to isolate the Italian context from the contemporary events of other inquisitorial systems of the modern age.

L’apertura alla libera consultazione degli archivi conservati presso l’attuale Dicastero per la Dottrina della Fede, è stato senza dubbio uno degli eventi più significativi celebrati dalla storiografia internazionale sul finire del secolo scorso.

Come dimostrato dai periodici incontri che ne sono seguiti, i venticinque anni trascorsi da quel 1998 hanno determinato un profondo rinnovamento storiografico, con il sorgere di nuove dinamiche e prospettive di studio, sia riguardo la plurisecolare storia dell’Inquisizione Romana, sia in relazione alla conoscenza dei meccanismi ecclesiastici di censura, con ripercussioni sulla storia del pensiero, della scienza e persino della letteratura. D’altra parte, quanto tali archivi siano divenuti in questi ultimi anni un punto imprescindibile d’indagine, lo dimostrano i numerosi studi pubblicati attorno alle questioni dogmatiche, sacramentali, missionarie, così come quelli riguardanti la storia delle minoranze religiose e culturali, in una dimensione sostanzialmente universale. Rimanendo nell’ambito inquisitoriale, le nuove fonti a disposizione degli studiosi non solo hanno permesso di ridefinire, da una prospettiva centralistica, le coordinate storiche del dicastero inquisitoriale romano ma, in diversa misura, anche di suggerire nuove analisi riguardo il generale sviluppo storico dei tre sistemi distinti, spagnolo, portoghese e romano. Ciò ne ha reso possibile un più attento approccio comparativo, tra unità di pensiero e pluralità di diritti delegati, variamente intrecciati alle strategie papali e a quelle delle coeve monarchie iberiche.

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Autore

  • Andrea Cicerchia

    Dottore in storia politica e sociale dell’Europa Moderna e Contemporanea nell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” (2010) è attualmente ricercatore-collaboratore presso il Centro de Estudos de Historia Religiosa della Universidade Católica Portuguesa di Lisbona e membro del gruppo di ricerca internazionale History of the Inquisitions [https://portal.cehr.ft.lisboa.ucp.pt/Inquisicoes/index.php/Site/english]. I suoi interessi vertono sulla storia istituzionale e giuridica dello Stato della Chiesa in età moderna; sulla storia dei tribunali dell’Inquisizione romana tra XVIII e XIX secolo; sulla storia comparata tra Sant’Ufficio romano e Inquisizioni iberiche. È curatore – assieme a Guido Dall’Olio e Matteo Duni – del libro Prescritto e proscritto. Religione e società nell’Italia moderna. Secc. XVI-XIX (Roma, 2015) e autore del libro Giuristi al servizio del papa. Il tribunale dell’auditor Camerae nella giustizia pontificia di età moderna (Città del Vaticano, 2016)