História da Inquisição Portuguesa, 1536-1821, Lisboa, Esfera dos Livros, 2013

L’idea di scrivere una storia generale dell’Inquisizione portoghese era nell’aria da qualche tempo, quando nel 2009 Sofia Monteiro, editor di una delle maggiori case editrici iberiche, la Esfera dos Livros (che pubblica sia in Portogallo, sia in Spagna, con il nome di Esfera de los Libros, e di cui è proprietaria Rizzoli), propose a José Pedro di fare un tentativo in questa direzione. Infatti, nonostante il libro di Francisco Bethencourt dedicato a una storia comparata dei tre tribunali inquisitoriali d’età moderna (1994), che ha lasciato un segno nella storiografia sull’Inquisizione portoghese, e nonostante l’abbondanza di studi recenti sui più disparati aspetti dell’attività del Sant’Uffizio in Portogallo e nel suo impero transoceanico, sul suo impatto sulla società e sulla cultura, e sulla storia delle sue vittime, più o meno illustri (presi in esame da Giuseppe in una rassegna intitolata “Toward a History of the Portuguese Inquisition: Trends in Modern Historiography (1974-2009)”, Revue de l’histoire des religions 3, 2010: 355-393), continuava a mancare una sintesi, anche contenuta, sui quasi tre secoli di storia del tribunale portoghese.

 

Marcocci-Paiva_História da Inquisição Portuguesa

 

Il campo era ancora dominato da opere classiche, ormai molto datate e comunque parziali, dalla História da Origem e Estabelecimento da Inquisição em Portugal (1854-1859) di Alexandre Herculano, che ricostruiva solo i primi anni di storia del tribunale e soprattutto il negoziato diplomatico che aveva portato alla sua introduzione in Portogallo, alla Historia dos Cristãos-Novos Portugueses (1921) di João Lúcio de Azevedo, ricca di preziose indicazioni sulla storia del Sant’Uffizio, ma di fatto una storia della persecuzione subita dai conversos, fino agli Episódios Dramáticos da Inquisição Portuguesa (1919-1938) di António Baião, uno dei migliori conoscitori degli archivi inquisitoriali portoghesi, che tuttavia nei tre volumetti di quest’opera si limitava a presentare una galleria dei processi più famosi o clamorosi celebrati dall’Inquisizione. Nessuno di questi studi, inoltre, considerava sistematicamente la storia del tribunale nel regno e nell’impero d’oltremare, oggetto fino al nostro libro di uno studio molto rigoroso sulla sede inquisitoriale di Goa, l’unica aperta fuori dal regno, realizzato da Baião e pubblicato tra 1930 e 1945, nonché di una mole crescente di lavori sul Brasile e da ultimo sugli insediamenti portoghesi in Africa (studiati per la prima volta insieme in una raccolta monografica in un numero speciale del 2004 della Revista Lusófona de Ciência das Religiões, intitolato “A Inquisição em África” e curato da Francisco Bethencourt e Philippe Havik).

 

L’esigenza di disporre di un’opera di riferimento, che si sforzasse di recuperare una ricca tradizione di studi, spesso dispersi in pubblicazioni minori, molto difficili da trovare e talora addirittura irreperibili nelle biblioteche portoghesi (magari perché apparse nella prima metà del Novecento in Brasile o India), è stata resa più evidente, durante il primo decennio di questo secolo, dall’uscita delle prime sintesi, di diversa dimensione e taglio, sull’Inquisizione romana che, a differenza di quella spagnola, ma proprio come quella portoghese, non aveva goduto di un’ininterrotta tradizione di storie generali, che riflettevano le tante letture che date nel corso del tempo del tribunale inquisitoriali più famoso e studiato a livello internazionale. Intanto, iniziava la complessa avventura editoriale del Dizionario storico dell’Inquisizione, in cui entrambi eravamo coinvolti come supervisori delle voci sull’Inquisizione portoghese. Questa esperienza è stata decisiva per la futura realizzazione della nostra História, non solo perché è stata la nostra prima possibilità di collaborare, ma anche perché gli specialisti dell’Inquisizione portoghese hanno accolto con lo spirito migliore questa occasione, partecipando attivamente alla selezione delle voci e redigendole con rigore e imparzialità. In qualche modo, si è assistito a una vera impresa collettiva che mirava a dotarci tutti di un primo strumento di lavoro affidabile, aggiornato e il più possibile completo sulla storia del tribunale su cui lavoravamo, anche da prospettive diverse. Mentre rileggevamo le voci, le correggevamo e tenevamo i contatti con gli autori, ripetevamo spesso tra di noi che era come se avessimo già tra le mani quella storia generale dell’Inquisizione portoghese di cui lamentavamo la mancanza, perché sarebbe bastato leggere di seguito tutte le voci del Dizionario relative ad essa per farsi una conoscenza complessiva molto buona.