Setta diabolica e superstizione. La procedura contro le streghe dall’ufficio inquisitoriale al Sant’Uffizio

Setta diabolica e superstizione. La procedura contro le streghe dall’ufficio inquisitoriale al Sant’Uffizio

Abstract: Between the late Middle Ages and the Early Modern Age, witches and sorcerers were thought to belonged to a diabolical sect dedicated to worshipping the Evil One by denying the Catholic faith and performing orgiastic-nefarious acts. In the logic of the inquisitors, malefices were heretics and apostates from the faith, so they had to be punished according to anti-heretical laws. The aim of the contribution is to reconstruct the inquisitorial regulations adopted for witchcraft crime, in order to outline the genesis and development of the procedure and assess the «moderate line» of the Holy Office.

Fra il tardo Medioevo e la prima Età moderna, streghe e stregoni erano considerati gli adepti di una setta diabolica in cui veneravano il Maligno negando la fede cattolica e conducendo atti orgiastico-nefandi. Nella logica inquisitoriale, i malefici erano eretici e apostati dalla fede, così dovevano essere puniti secondo le leggi contro gli eretici. L’obiettivo del contributo è di ricostruire le norme inquisitoriali adottate per il crimine stregonico, al fine di delineare la genesi e gli sviluppi della procedura e di valutare la «linea moderata» del Sant’Uffizio.

In un noto saggio del 1995 Richard Kieckhefer si interrogò sui termini utilizzati per definire quel complesso tribunale che fu l’Inquisizione. Lo studioso sottolineò le accortezze lessicali da serbare nelle dissertazioni, proponendo l’uso di «ufficio inquisitoriale» per identificare l’inquisizione cosiddetta «medievale», caratterizzata dai frati Predicatori e Minori che operavano come delegati papali in qualità di giudici di fede per stanare l’eresia. Diversamente, il termine «Inquisizione» riguarda esclusivamente la Congregazione del Sant’Uffizio – o Inquisizione romana –, ossia l’organo centralizzato nelle mani del pontefice che venne instaurato da Paolo III il 21 luglio 1542 con la promulgazione della costituzione Licet ab initio. Il provvedimento papale istituì una commissione cardinalizia (al tempo composta da Giampietro Carafa, Juan Álvarez de Toledo, Pietro Paolo Parisio, Bartolomeo Guidiccioni, Dionisio Laurerio e Tommaso Badia), posta sotto il diretto controllo della Santa Sede con il compito di tutelare la fede cattolica attraverso la lotta antiereticale, occupandosi anche della riorganizzazione dei tribunali inquisitoriali periferici e della loro coordinazione.

In tale sede saranno oggetto di trattazione entrambe le tipologie di Inquisizione e verranno studiate in riferimento al crimine stregonico italiano, cercando di delineare l’evoluzione della procedura inquisitoriale applicata per tali reati. Così, la parte sull’«ufficio inquisitoriale» sarà focalizzata sulla genesi e gli sviluppi della norma, la quale rimase valida anche per il Sant’Uffizio, con le dovute precauzioni che verranno rese note nel corso del saggio. Diversamente, la sezione riguardo l’Inquisizione romana verterà maggiormente ai processi, al fine di definire i cambiamenti relativi all’identità stregonica e quella «linea moderata» che è ancora oggetto di dibattito storiografico. La scelta di metodo è di condurre un’analisi diacronica sul modus procedendi inquisitoriale e sugli elementi che definivano il carattere stregonico di un individuo, in modo tale da valutare i punti in cui nella persecuzione della stregoneria il Sant’Uffizio si pose in linea di continuità con il precedente ufficio inquisitoriale e quelli da cui, diversamente, si discostò.

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Autore

  • Giulia Lovison

    Ha conseguito nel 2024 il titolo di Dottore PhD in Storia cum laude presso la Scuola Normale Superiore di Pisa con una tesi riguardo l’inquisitore fra’ Modesto Scrofeo da Vicenza e la caccia alle streghe da lui condotta a Sondrio nel 1523. La questione stregonica fra il tardo Medioevo e la prima età Moderna è il tema d’interesse precipuo delle sue ricerche, alcune delle quali sono state pubblicate (o saranno pubblicate a breve), in particolare riguardo la disputa fra Samuele Cassini e Vincenzo Dodo (Società editrice fiorentina), la danza delle streghe al sabba (rivista Riforma e movimenti religiosi), il teriomorfismo stregonico secondo l’inquisitore Bartolomeo Spina e i sacrifici offerti dalle maleficae al diavolo (Brepols Publishers). Un altro campo di indagine a cui si dedica è lo studio dell’Ordine dei frati Predicatori, sul quale ha di recente pubblicato un saggio sulle modalità di trasmissione della memoria dell’Ordine da parte dei domenicani stessi (De Gruyter)