L’Italia nello specchio della storia globale


Abstract: Il saggio, attraverso lo studio di alcuni esempi attinti da differenti contesti storico-geografici, intende analizzare l'Italia nello specchio della Storia globale.

Prima di rispondere alla domanda che mi è stata posta sugli intrecci tra storia d’Italia e storia globale, non è forse inutile definire che cosa sia quest’ultima, o piuttosto e più modestamente darvi la definizione personale cui sono giunto nel mio ultimo saggio, L’histoire pour quoi faire? Vorrei sottolineare, in particolare, due aspetti utili a circoscrivere l’ambito proprio di questo tipo di approccio. Mi pare che la storia globale si sforzi di capire le dinamiche che permettono, o che ostacolano, i processi di mondializzazione del globo che si sono succeduti nel corso del tempo. Vi è una frase di Martin Heidegger che descrive bene una di queste dinamiche, cui ha contribuito attivamente l’Italia nel Rinascimento e nell’Ottocento: «Il tratto fondamentale del mondo moderno è la conquista del mondo risolto ad immagine». Un’altra dinamica, altrettanto importante, è costituita, a mio avviso, dal processo di storicizzazione delle memorie, ossia dalla proiezione dello storicismo europeo sul resto del mondo, considerato che l’inizio di questo processo rimonta all’epoca delle grandi scoperte realizzate sotto la guida delle potenze iberiche.
Storia globale significa storia con una molteplicità di protagonisti: si passa dal gioco a
due a quello a tre o a quattro; si abbandona una visione binaria del passato così da ridurre
al massimo il peso dell’eurocentrismo. Si tratta dunque di individuare laboratori d’analisi
che consentano di studiare l’intreccio, le connessioni tra locale e globale, sempre a partire
da domande collegate con il processo di mondializzazione. Perciò, pensando alle
dinamiche appena descritte, anche per non confondere la storia globale con la World
History o con la storia imperiale, ho scelto tre epoche – il Cinquecento, l’Ottocento e l’età
contemporanea – per osservare l’Italia nello specchio della storia globale.
Per il Cinquecento farò riferimento a due esempi che ricavo dalle mie ricerche relative
alle manifestazioni della mondializzazione iberica nel Cinque e Seicento.

specchio-globale

Autore

  • Roberto Benedetti

    Roberto Benedetti è cultore della materia e dottore di ricerca in Storia moderna presso La Sapienza-Università di Roma. È specialista di storia sociale e di storia della giustizia penale nella Roma di età moderna ma recentemente ha iniziato ad occuparsi del tema della schiavitù islamica all’interno dei confini dello Stato della Chiesa di antico regime. Ha partecipato al progetto europeo "Oltre la guerra santa", la gestione del conflitto e il superamento dei confini culturali tra mondo cristiano e mondo islamico dal Mediterraneo agli spazi extra-europei: mediazioni, trasmissioni, conversioni (sec. XV-XIX)" – Progetto finanziato dal MIUR con fondo FIRB-Futuro in Ricerca, 2008, nell’ambito del quale ha realizzato una ricerca sulle fonti archivistiche e bibliografiche relative alla normativa prodotta tra XVI e XVIII secolo sulla presenza di schiavi islamici non convertiti nel territorio dello Stato della Chiesa di antico regime. È capo redattore della rivista scientifica on line Giornale di Storia ( www.giornaledistoria.net ). Le sue principali pubblicazioni sono: Tribunali e giustizia a Roma nel Settecento attraverso la fonte delle liste di traduzione alla galera (1749-1759), in «Roma moderna e contemporanea», anno XII, 3, settembre-dicembre 2004; Madri, figlie, mogli, schiave. Le istanze di liberazione inoltrate all'Arciconfraternita del Gonfalone (Secolo XVIII), in «Storia delle donne», 5 (2009), pp. 147-165; Il “gran teatro” della giustizia penale: i luoghi della pubblicità della pena nella Roma del XVIII secolo, in «Mélanges de l’École Française de Rome. Italie et Méditérranée» (in corso di pubblicazione); Dalla galera all’Ergastolo. Storia del carcere per ecclesiastici criminali, in «Ricerche di storia sociale e religiosa», 81 (2012), pp. 15-69; Servi introvabili e schiavi visibili. Un’analisi delle fonti giuridiche dello Stato della Chiesa (XVI-XVIII secolo) in «Dimensioni e problemi della ricerca storica», 2 (2013), pp. 53-80.