Musine Kokalari: l’esame di vita di un “cuore pensante”

Musine Kokalari: l’esame di vita di un “cuore pensante”

ABSTRACT

Il contributo propone un’interpretazione degli scritti diaristici di Musine Kokalari in chiave esistenzialista, tenendo conto della struttura complessa della sua interiorità vissuta, storicamente contestualizzata in un clima politico e culturale intriso di contraddizioni.
Inoltre, si rintraccia l’ispirazione risorgimentale degli ideali di M. Kokalari e il loro impeto emancipatorio in senno alla società albanese degli inizi del XX secolo. La formazione intellettuale e i valori umani che accompagnarono la crescita di Musine, permisero alla giovane scrittrice un lungo pellegrinaggio forzato, nel buio di un regime che negava tutte le libertà fondamentali.
L’esistenza divenne così il crogiuolo degli ideali, la vita vissuta nella sua tragica conclusione ne fu il banco di prova per un’anima bella che attraversò come una meteora il panorama delle lettere albanesi.

Musine Kokalari (1917-1983) entrò nella storia della letteratura albanese in punta di piedi, in un tempo in cui l’atmosfera era molto rarefatta e le donne scrittrici si contavano sulle dita di una mano. Essa fece la sua comparsa negli ambienti letterari albanesi degli anni Trenta con la consapevolezza della frattura vissuta tra le due epoche in cui scorreva la sua vita. Insieme a questo senso di perdita, si sente la nostalgia per un mondo tramontato ma non del tutto scomparso. Più tardi, fu il suo nome ad essere cancellato violentemente dalla storia della letteratura. Sulla sua opera cadde l’oblio totale. La fucilazione dei fratelli e dei congiunti, la sua prigionia e deportazione costituirono un dolore cosmico che abbracciò la sua intera esistenza. Si trovò infatti separata per sempre dal mondo e dai suoi cari ma non annientata, come dimostrano le stesse testimonianze dei delatori della polizia segreta che la teneva sotto stretto controllo.

Musine-Kokalari-Sapienza
20 giugno 1935. Ritratto con dedica realizzato da Kristina Koljaka, compagna di liceo, in un libretto di ricordi (AQSh)

La scrittura di Musine Kokalari fu l’esaltazione dell’io, la sua fusione naturale in una forma versatile, resa con uno stile ricco di immaginazione e di figure letterarie. Attraverso la scrittura, lei costruiva il proprio io e continuò a farlo anche dopo la lunga prigionia e nel periodo della deportazione, senza miniaturizzarlo e senza obliare le verità per cui sempre ha combattuto.

Visse tragicamente la perdita dei suoi cari e la perdita del mondo che la circondava, spingendosi a poco a poco verso un isolamento totale inteso come l’unica strada per conservare il suo essere autentico nel mondo. La rifrazione della sua luce interiore nel prisma del tempo in cui visse evidenziò la natura dei suoi ideali, la sua forza di carattere e la sua dignità. I raggi più forti della sua luce interiore derivavano dagli ideali risorgimentali albanesi. Fu proprio questa solida radice ideologica che aiutò Musine a resistere stoicamente fino alla fine della sua esistenza terrena.