Catasto-1929-Famiglia

Una fonte per lo studio della famiglia in Italia: il Catasto agrario del 1929

ABSTRACT

Nel 1929, fu realizzata un’indagine che rimane un unicum nella storia delle rilevazioni statistiche del nostro paese: il Catasto agrario. L’inchiesta fu realizzata osservando una perfetta coerenza territoriale con il di poco successivo Censimento della popolazione. A partire dalla scala comunale, la maglia territoriale delle due rilevazioni si sviluppava secondo la sequenza: zona agraria (che raggruppava comuni con caratteristiche simili dal punto di vista agricolo), regione agraria (montagna, collina e pianura), provincia, compartimento (sostanzialmente le regioni attuali), ripartizioni (nord, centro, sud e isole) e, infine, il Regno nel suo complesso. Non tutti i risultati delle due indagini, però, furono pubblicati a livello comunale. In particolare, per quanto riguarda il Censimento, le informazioni raccolte sul numero e la dimensione delle famiglie furono diffuse solo a livello di zona agraria. In molti fascicoli provinciali del Catasto agrario, però, i dati sulle famiglie agricole (suddivise nelle categorie ‘conducenti terreni propri’, ‘fittavoli’, ‘mezzadri e coloni’, ‘giornalieri ed operai di campagna’ e ‘altri addetti all’agricoltura’ furono riportati su scala comunale. Per molte aree del Regno, dunque, è possibile affrontare uno studio sulle famiglie agricole in chiave economica e territoriale, che scenda fino a livello comunale. I dati furono rilevati in occasione del Censimento, ma la fonte che li riporta è il Catasto. Utilizzando le informazioni del Catasto agrario, in questo lavoro si presenta uno studio sulle famiglie agricole di quattro province italiane: Udine, Viterbo, Reggio Calabria e Sassari.

1. Introduzione

L’attività di ricerca di Eugenio Sonnino si è distinta per una non comune attenzione all’analisi delle fonti. Il suo non era un approccio solamente descrittivo: lo studio preliminare della fonte costituiva la condizione necessaria per sviluppare la ricerca demografica vera e propria. La critica delle fonti non era però fine a se stessa. Tale impostazione fu espressa chiaramente in quello che possiamo considerare un articolo-manifesto sul tema:

 

L’esistenza del documento apre la possibilità di farne un uso scientifico solo quando un’ipotesi di ricerca o anche una metodologia in embrione individui nelle informazioni contenute nel documento stesso potenzialità utili al raggiungimento di determinati fini conoscitivi.

 

Pochi studiosi hanno prodotto uno sforzo altrettanto considerevole nell’analisi di quella che, in fin dei conti, è la materia grezza utilizzata dal ricercatore. I primi lavori in tal senso riguardano le fonti religiose e in particolare gli Stati delle anime, ma il suo interesse era stato attratto anche dalle fonti sulle comunità ebraiche, in particolare di quella romana.

La mole di studi sulle fonti demografiche, anche grazie ai contributi di Eugenio Sonnino, è oggi considerevole, e certo è difficile pensare che altro di decisivo si possa aggiungere in questo settore. Eppure alcuni aspetti possono essere ancora indagati e qualche piccola “scoperta” è ancora possibile. Resta naturalmente vastissimo e in gran parte inesplorato il campo dello sfruttamento delle fonti, e, in particolare l’apertura a nuove tematiche che la loro sinergia può ancora sviluppare.

In questo lavoro analizzo alcuni dati relativi alle caratteristiche delle famiglie contadine che furono raccolti, a livello di singolo comune, in occasione del Censimento della popolazione del 1931. Curiosamente le informazioni sulle famiglie contadine compaiono nei fascicoli del censimento solo a livello di zona agraria, mentre con il dettaglio municipale sono state pubblicate nel Catasto agrario del 1929. Il fatto di essere riportati in questa fonte e non in quella per i cui fini erano stati rilevati, ha fatto sì che questi dati siano sfuggiti all’attenzione degli studiosi. In questo lavoro utilizzo queste informazioni relativamente a quattro province italiane, scelte in rappresentanza di aree diverse del paese: Udine, Viterbo, Reggio Calabria e Sassari. L’obiettivo del lavoro, oltre a presentare la fonte, è tentare un’analisi dei rapporti che, nei diversi contesti territoriali considerati, sussistevano tra dimensioni e tipologia della famiglia contadina con l’ampiezza dell’azienda agricola.

 

Immagine di copertina, foto di Светлана Бердник da Pixabay