Abruzzo: donne di Resistenza. Spunti di riflessione sull’apporto delle donne alla Lotta di Liberazione nelle province di Chieti e dell’Aquila attraverso le carte inedite dell’Archivio di Stato di Chieti

Abruzzo: donne di Resistenza. Spunti di riflessione sull’apporto delle donne alla Lotta di Liberazione nelle province di Chieti e dell’Aquila attraverso le carte inedite dell’Archivio di Stato di Chieti

Abstract: Il contributo si concentra sull’analisi del fondo inedito “Partigiane e Patriote”, non ancora inventariato, recentemente versato dal Comando Militare Esercito “Abruzzo” - Centro Documentale di Chieti all’Archivio di Stato di Chieti. Si tratta di un corpus documentario esteso e significativo, prodotto a seguito dell’emanazione del d.l.l. 21 agosto 1945, n. 518 in materia di “Disposizioni concernenti il riconoscimento delle qualifiche dei partigiani e l'esame delle proposte di ricompensa”, che consente di schedare le informazioni di rilievo delle Partigiane Combattenti e delle Patriote operanti all’interno dei movimenti resistenziali del Chietino, dell’Aquilano e di altre regioni d’Italia. Tuttavia, se da una parte i nuovi elementi raccolti ampliano le conoscenze finora acquisite dalla storiografia, dall’altra fanno sorgere una serie di nuovi interrogativi sui quali sarà necessario indagare e riflettere in sede di studi futuri.

[maxgallery id=”8073″]Il presente lavoro deve essere considerato come la prima fase di un progetto di ricerca ancora in corso che tenta di dar corpo, considerazioni e riflessioni agli interrogativi originati durante l’inaugurazione della mostra documentale “Donne d’Abruzzo nella Resistenza” allestita dall’Archivio di Stato di Chieti in occasione della “Domenica di carta 2021” organizzata per la giornata del 10 ottobre 2021. Per l’occasione, erano stati esposti alcuni documenti appartenenti al corposo carteggio delle “Partigiane e Patriote delle Province di Chieti e dell’Aquila” recentemente versato all’Istituto teatino dal Comando Militare Esercito “Abruzzo” – Centro Documentale di Chieti. Ad una prima analisi storico-archivistica, si tratta di un materiale documentale esteso e significativo, sprovvisto di inventario, sicuramente prodotto a seguito dell’attuazione del decreto legislativo luogotenenziale 21 agosto 1945, n. 518, relativo al riconoscimento delle qualifiche di “partigiano combattente” (art. 7), di “caduto per la Lotta di Liberazione” (art. 8), di “mutilato o invalido per la Lotta di Liberazione” (art. 9) e di “patriota” (art. 10), e delle ricompense spettanti a tutti coloro che dopo l’8 settembre 1943 avevano scelto la via della lotta contro il nazi-fascismo. Successivamente al riconoscimento delle qualifiche regolamentato nel succitato d.l.l. 518/1954, si procedeva all’attribuzione delle qualifiche gerarchiche come previsto dal decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 6 settembre 1946, n. 93 (tabella in allegato) poiché la legge equiparava i partigiani combattenti (art. 1) e i partigiani combattenti caduti nella Lotta di Liberazione (art. 2) ai militari volontari che avevano operato con le unità regolari delle Forze Armate nella guerra di liberazione, così come i partigiani caduti nella guerra di liberazione erano equiparati ai militari caduti in guerra. Inoltre, il successivo d.l.c.p.s. 16 settembre 1946, n. 304 estendeva il riconoscimento della qualifica gerarchica anche ai partigiani caduti in combattimento e a quelli che almeno per un periodo di tre mesi avevano tenuto il comando effettivo o fatto parte di comandi di formazioni operanti attivamente nella guerra di Liberazione (art. 1). Al fine di evadere le pratiche con rigore e metodo, nel d.l.l. 518/1945 si stabiliva che si costituissero apposite commissioni regionali nominate dal presidente del Consiglio su designazione del Ministero dell’Assistenza post-bellica, del Ministero della Guerra e dell’ANPI: per la giurisdizione della regione Abruzzi, fu istituita un’apposita commissione locale con sede a L’Aquila (art. 1 e allegato).

Solamente nel maggio 2012, la vasta documentazione prodotta da ogni commissione regionale è stata versata dal Ministero della Difesa all’Archivio Centrale dello Stato, come materiale del fondo archivistico “Ufficio per il servizio riconoscimento qualifiche e per le ricompense ai partigiani (RICOMPART)”. Pertanto, come già evidenziato per le commissioni Triveneto ed Emilia Romagna, si evince che il materiale conservato presso l’Archivio di Stato di Chieti – costituito principalmente di ruoli matricolari, fogli notizie e fascicoli personali – sia stato inviato ai distretti militari di zona di Chieti e dell’Aquila una volta attribuita la qualifica ai richiedenti da parte della Commissione regionale.

Questa prima fase del nostro lavoro si è incentrata sull’attività di schedatura dell’eterogenea documentazione dalla quale sono emerse le prime informazioni di rilievo delle Partigiane e delle Patriote abruzzesi quali dati anagrafici, tipologia dei riconoscimenti, qualifiche gerarchiche, bande di appartenenza, aree operative, periodo di militanza nelle formazioni resistenziali, numero delle cadute per mano nemica, eventuali decorazioni ed onorificenze ricevute. Il primo obiettivo, dunque, è quello di offrire alla comunità scientifica, e a tutti coloro che sono interessati, un agile strumento di conoscenza in grado di censire e “mappare” l’apporto e il ruolo delle donne nei movimenti resistenziali del Chietino e dell’Aquilano. Inoltre, dagli elenchi qui proposti, è possibile apprezzare come diverse donne abruzzesi riconosciute Partigiane Combattenti o Patriote abbiano dato il loro contributo alla Lotta di Liberazione in altre regioni.

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Autori

  • Francesco Di Cintio

    Francesco Di Cintio è Accredited Battlefield Guide (n° 105) dell’International Guild of the Battlefield Guides. Nell’ottobre 2014 ha diretto il primo battlefield study del 4° Battaglione Parachute Regiment lungo la linea Gustav sul confronto tra la fighting effectiveness dei paracadutisti britannici dispregiati nel settore pedemontano della Maiella della Linea Gustav con quella delle moderne forze aviotrasportate britanniche durante l’Operazione Herrick in Afghanistan. Progetta e dirige battlefield study, staff ride e battlefield tour per gruppi di militari e turisti. Francesco Di Cintio è inoltre abilitato come National Army Museum Curator, e collabora con l’Archivio di Stato di Chieti, l’Associazione Linea Gustav, la Liberation Route Europe Foundation e la Liberation Route-Italy, per la quale ricopre il ruolo di coordinatore per la regione Abruzzo. Ha collaborato con l’Airborne Assault: the Museum & the Archive of the Parachute Regiment and Airborne Forces e con l’Argyll and Sutherland Highlanders-Regimental Museum and Archive. È autore del progetto di documentario Red Devils: the untold story of the 4 PARA in Italy, (prodotto dalla Peperonitto Film di Avezzano), e figura tra i progettisti dell’allestimento museografico, grafico e di arredo “Museo Narrativo Lt. Pat Angier di Civitella Messer Raimondo - Centro storico dei Paracadutisti e delle Forze Speciali britanniche lungo la Linea Gustav Lt. Pat Angier” – diretto dal Prof. Arch. Pier Federico Caliari

  • Piero Di Girolamo

    PIERO DI GIROLAMO è attualmente ricercatore confermato di Storia contemporanea presso l’Università degli Studi di Teramo. È studioso della Grande Guerra e della Mobilitazione industriale alle quali ha dedicato diversi saggi, alcuni dei quali pubblicati su riviste estere, e due monografie: Produrre per combattere: operai e mobilitazione industriale a Milano durante la grande guerra, 1915-1918, Napoli, ESI, 2002 e Militari, manodopera, imprenditori durante la Grande Guerra: studi sulla Mobilitazione Industriale Italiana, Villamagna, Tinari, 2008. In passato, ha ricoperto la carica di membro del Direttivo dell’Istituto Abruzzese per la Storia della Resistenza e dell'Italia Contemporanea (IASRIC). Tra i suoi ultimi lavori si segnala la cura e l’introduzione a R. Colapietra, Saggi su Giolitti, Teramo, Verdone Editore, 2014. Negli ultimi anni ha concentrato la sua attività di ricerca sui temi della storia della Resistenza, del socialismo italiano, del fascismo in Abruzzo e del Partico Comunista Italiano

  • Nicola Palombaro

    Nicola Palombaro è ricercatore presso l’Istituto Abruzzese per la Storia della Resistenza e dell’Italia Contemporanea.
    Tra le sue pubblicazioni: "Secondo i nostri interessi. Alleati e Resistenza in Abruzzo nella documentazione dell’Allied Control Commission" (Villamagna 2009); "La prima Resistenza: eventi, uomini, organizzazioni sul versante orientale della Majella" (in «Abruzzo Contemporaneo», 25-26/2006)