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N° 37/2021 – Il dono della conoscenza. I libri e le carte d’archivio di Eugenio Sonnino

Eugenio Sonnino, studioso di fama internazionale, è stato tra i principali protagonisti degli studi di demografia storica in Italia dalla fine degli anni Sessanta sino al 2012. Socio fondatore della «Società Italiana di Demografia Storica» (istituto da lui diretto dal 1984 al 1991) e docente di Demografia e Demografia Storica presso la Facoltà di Scienze Statistiche all’Università di Roma «La Sapienza», Sonnino è stato anche il fondatore e il direttore del «Centro di Studi su Roma» (CISR) dal 1996 al 2010. Molteplici i suoi interessi di studio che hanno riguardato da un lato l’analisi delle varie sfaccettature della realtà demografica romana e laziale dal XVII secolo ai giorni nostri e dall’altro temi come i fenomeni migratori in epoca storica e contemporanea, lo spopolamento in Italia dal 1871 al 1971, l’esposizione e la mortalità infantile nello Stato pontificio e tanti altri ancora. Quella di Sonnino è stata una passione interdisciplinare, come ricorda la recente pubblicazione, a cura di Oliviero Casacchia e Giovanni Battista Sgritta, per il «Giornale di Storia», dal titolo: Eugenio Sonnino, una passione interdisciplinare. Scritti in memoria.

Questo nuovo numero Il dono della conoscenza. I libri e le carte d’archivio di Eugenio Sonnino (37/2021) mette in evidenza uno dei tratti distintivi della personalità di Eugenio Sonnino, ossia, la sua generosità. Ci sono voluti circa dieci anni per organizzare e sistematizzare il materiale da donare a diversi archivi e enti di ricerca e il presente numero dà conto di questo sforzo organizzativo presentando – in anteprima – l’indice del Fondo Sonnino conservato presso la Biblioteca Nazionale di Roma e fornendo altresì informazioni sulle carte del CISR custodite presso l’Archivio Storico del Vicariato di Roma, sulla collaborazione scientifica del nostro con l’Archivio Storico della Comunità Ebraica di Roma e sulla consistenza della biblioteca Sonnino presso l’Archivio Diocesano di Trento. Non poteva mancare l’omaggio al Prof. Caronia e il ricordo della collaborazione con l’Istituto di Studi ebraici siciliano.

Il corto Non dovevamo essere qui (frutto dell’intervista di S. Haia Antonucci e M. Ferrara ai fratelli Sonnino), pubblicato dal «Giornale di Storia» il 16 ottobre 2021 – per presentare il numero – è utile a contestualizzare e approfondire una vicenda che, pur costituendo un’eccezione durante la Shoah, offre un importante esempio di riflessione e speranza soprattutto per le giovani generazioni. I fratelli Sonnino – Giacomo e Eugenio – furono salvati dal Prof. Giuseppe Caronia che, tra il 1935 e il 1945, diresse la Clinica di Malattie Infettive del Policlinico di Roma. Quell’incarico, lungi dall’essere un riconoscimento per i suoi studi, fu la conseguenza della persecuzione subita fin dai primi anni del fascismo, che nel 1928 gli costò il trasferimento dalla Clinica pediatrica dell’Università di Roma, centro delle sue ricerche, all’Università di Napoli. Caronia usò il suo reparto come rifugio per sottrarre alla deportazione del 16 ottobre 1943 e ai successivi rastrellamenti un centinaio di persone: ebrei, antifascisti, disertori. Dopo la Liberazione fu rettore dell’Università di Roma, membro dell’Assemblea costituente, deputato per la Democrazia cristiana e consigliere comunale della capitale. Morì nel 1977. Nel 1998 gli fu conferita l’onorificenza di “Giusto tra le Nazioni”. L’intervista sopra citata costituisce l’ultimo impegno di Eugenio, per far si che la testimonianza del salvataggio della sua famiglia da parte del prof. Caronia non andasse perduta. Un dono che è frutto di profonda riconoscenza e gratitudine e, allo stesso tempo, passione per la Storia.

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