Musine Kokalari come nuova maestra di vita

Ci tengo, anzitutto, a ringraziare il Dipartimento di Storia, culture, religioni della Sapienza, in particolare nella persona della sua direttrice, la professoressa Emanuela Prinzivalli, per questo graditissimo invito e il collega antropologo Mauro Geraci che ha voluto qui la nostra presenza. Lo ringrazio soprattutto per l’ottimo lavoro di squadra che ha coordinato, per il quale ci vuole tempo, pazienza e passione; lavoro di squadra per il quale il mio ringraziamento va anche a Simonetta Ceglie e alla famiglia Kokalari che ha collaborato al recupero di questa memoria personale che trovo estremamente rilevante per la comunità universitaria e per la società di oggi e del futuro. Si tratta di un messaggio che, come è stato detto, non riguarda soltanto il recupero di qualche cosa che appartiene al nostro passato ma costituisce una memoria ancora viva, che serve a costruire, come osservava Linda Kokalari, il nostro avvenire. Perché è in questo modo che oggi Musine continua a parlarci attraverso queste pagine che non sono soltanto autobiografiche ma rappresentano una testimonianza ancora attuale per la società albanese e per quella italiana; il suo messaggio rivela come vi fosse un modo diverso di vivere, di affrontare la vita rispetto ai totalitarismi che cercavano di silenziare un modello ideale che, attraverso il diario di Musine, ci permette di riflettere su tanti punti qui in gran parte già sviluppati dagli altri relatori e dalle loro attente considerazioni critiche. Mi sforzerò, così, di rintracciare qualche spunto nuovo, sebbene la lettura dei brani appena ascoltati ci ha portato con forza a immedesimarci in testimonianze che abbiamo potuto condividere.

Musine-Kokalari-Sapienza
Fototessera con sottoscrizione autografa (ASS)

Possiamo dire che Musine Kokalari riesce a leggere con grande acutezza e in profondità il mondo che la circonda, gli uomini e le donne in cui si imbatte nella sua umana ventura. Questo grazie soprattutto a una straordinaria, particolare sensibilità che coniuga naturalmente al femminile ma grazie, anche, a una grande capacità introspettiva assieme psicologica, filosofica e antropologica, come ben evidenzia nel suo saggio introduttivo Mauro Geraci. Musine, infatti, ci predispone a una lettura filosofica, psicologica e antropologica dei due mondi che si trovava di fronte e che, come vedremo, non è casuale.