San Gerardo a fumetti: miracoli, ierofanie e semantiche di luce

La promozione e divulgazione delle storie dei santi — e dunque dei modelli che essi rappresentano — è da sempre stata veicolata da una pluralità di espressioni “narrative”: racconti agiografici, immagini pittoriche, raffigurazioni devozionali, canti popolari, ecc. Accanto a queste forme, di più rapida e immediata considerazione quali fonti per la ricerca storica, possono trovare posto diversi generi testuali, in funzione del tipo di pubblico al quale sono destinati. Tra questi mi occupo qui del fumetto, medium grafico-narrativo che risulta, infatti, particolarmente efficace nel veicolare i suoi messaggi in forza del proprio carattere multimodale, dato dal potente connubio tra testo scritto e rappresentazione visiva.

Numerosi sono gli esempi di fumetti agiografici che da decenni sono dedicati ai santi della tradizione cattolica, come Francesco d’Assisi e Giovanna d’Arco, arrivando a figure più recenti, come Giovanni Bosco, Padre Pio e Giovanni Paolo II. Certamente, è da sottolineare come nello specifico contesto dei fumetti sui santi, il protagonista del racconto è sempre un personaggio storico e reale — e ciò influenza chiaramente l’orizzonte di comprensione e contestualizzazione da parte del lettore —, contrariamente a molti altri casi della storia del fumetto stesso, caratterizzata in larga parte dalla creazione di personaggi di finzione.

Quella del fumetto agiografico è una realtà estremamente variegata e complessa, che presenta caratteri profondamente diversi in funzione del periodo e del contesto geografico preso in esame. Un esempio di particolare interesse, al quale sembra accostabile quello che prenderò qui in considerazione per tratti, contenuti e grafica, sebbene non ne sia stato direttamente estratto, è Treasure Chest of Fun and Fact, un fumetto pubblicato negli Stati Uniti tra il 1946 e il 1972, rivolto ai ragazzi cattolici americani, in cui, nel corso degli anni, trovarono posto decine e decine di storie su santi e personaggi biblici, ma anche racconti d’invenzione, giochi e puzzles. La serie, insieme al The Young Catholic Messenger – il primo ad essere dato alle stampe, a partire dal 1880 –, al Junior Catholic Messenger o all’Our Little Messenger, venne pubblicata dalla Pflaum Publishing Company, e faceva parte del materiale da distribuire agli studenti nelle scuole parrocchiali cattoliche. Tali produzioni si collegano alla necessità, da parte della Chiesa Cattolica in America, di salvaguardare la religione e la cultura dei sempre più numerosi cattolici che giungevano negli Stati Uniti – a prevalenza protestante – come immigrati, principalmente dall’Europa. I valori trasmessi dalle storie incluse in questi fumetti – che costituivano un’alternativa ad altri più popolari comics – avevano la finalità di contribuire alla formazione del perfetto cittadino cattolico americano, proponendo sia il modello di numerosi santi, sia quello di personaggi di finzione, come Squanto, un nativo americano convertito, o alcune suore nel Wild West.

Il fumetto di cui mi occupo in questo contributo racconta le vicende bio-agiografiche di Gerardo Maiella (1726-1755), fratello laico della Congregazione del Ss. Redentore. La scelta di soffermare l’attenzione su questo comic è prevalentemente legata alle ricerche che sto conducendo nell’ambito del progetto ERC NeMoSanctI, relative allo studio dell’agiografia, del culto e degli atti del processo di canonizzazione del santo. Gerardo nacque a Muro Lucano, in Basilicata, e visse appena ventinove anni. Raccontano le agiografie coeve che la sua, seppur breve, vita fu profondamente plasmata in funzione di una totale sottomissione a Dio, ai suoi superiori e all’aiuto al prossimo e costellata da episodi che richiamano il suo potere taumaturgico e la sua indole mistica. Come ogni buon santo taumaturgo che si rispetti, anche la sua agiografia è colma di episodi dal sapore mistico: accanto a fenomeni di levitazione, visioni, estasi, narrati sempre con enfasi, si accostano miracoli ed episodi che sembrano aderire a modelli agiografici ben consolidati.

Questi episodi sono parte integrante — e inscindibile — della “storia” del santo per i numerosi pellegrini e devoti di Gerardo che annualmente si recano a venerare le sue reliquie, custodite nel luogo del “pio transito”, il santuario di Materdomini di Caposele (AV).

Il contributo si apre con la presentazione del fumetto e dei suoi caratteri essenziali. Prosegue poi affrontando il tema del patronato gerardino delle mamme che, come verrà sottolineato, è presente anche nell’opera. La seconda parte dell’articolo è incentrata sull’analisi del modo in cui il fumetto presenta e rappresenta gli aspetti miracolosi e taumaturgici di Gerardo, con uno sguardo anche alla narrazione delle virtù e delle pratiche penitenziali, e al binomio malattia/morte.

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