Romancing The Shadow – The Batman (Matt Reeves, 2022) or The Exile of Darkness

Romancing The Shadow – The Batman (Matt Reeves, 2022) or The Exile of Darkness

Abstract: Batman è un’icona culturale, un personaggio complesso e un fenomeno transmediale, che ha attraversato per più di ottant’anni l’immaginario popolare americano in diverse iterazioni, ognuna delle quali ogni volta è stata manifestazione del proprio tempo storico, sociale e culturale, nonché della sensibilità dei diversi autori che vi hanno messo mano. L’uscita del nuovo film di Batman (The Batman di Matt Reeves, 2022) offre l’occasione non solo di riflettere sull’evoluzione (cinematografica) di Batman, ma anche su alcuni aspetti della storia del presente, quella che ha segnato la fine dei 2010s e l’inizio dei 2020s. In questo senso, questa nuova iterazione di Batman (strutturato come un cupissimo Noir) sembra farsi espressione del proprio tempo storico, dei suoi lati oscuri e delle sue “patologie”, e che dal 2016 definiscono quella che è stata denominata come «Post-Truth Era». L’Era, cioè, dove la retorica e il sensazionalismo sono più importanti della realtà dei fatti, creano i fatti, sono i fatti. Le distinzioni tra vero e falso e tra verità ed opinione, diventano così una questione prettamente emozionale e soggettiva, e l’oggettività appare sempre di più irrilevante. In questo modo, però, il rischio è che gli individui vengano isolati, rinchiusi nella prigione di se stessi e delle proprie convinzioni (echochamber), piuttosto che essere aperti all’incontro con l’altro o, meglio, al «rischio» dell’incontro con l’altro, con la verità di ciò che è. Ed è così che –anche questo The Batman sembra voler suggerire questo – in un mondo di mezze verità, verità prefabbricate, opinioni elevate a verità e illuminate dalla ribalta mediatica, dal consenso «social(e) e popolare», nonché potenziate da un armamentario di imprinting emozionali, ciò che è nascosto dalla luce del sole (la verità) può essere disvelato solo attraverso l’oscurità, magari guardando dentro se stessi e corteggiando, e non evitando e nascondendo, le ombre.

Batman is a cultural icon, a complex character, and a phenomenon that has permeated American popular imagination for more than eighty years in various iterations and across different media. Each of these iterations reflects not only the sensibility of the authors who have worked on it, but also - and perhaps most importantly - the social, cultural, and historical context of its time. The release of the new Batman film (Matt Reeves' "The Batman," 2022) not only provides an opportunity to reflect on the cinematic evolution of Batman but also on certain aspects of the contemporary history, marking the end of the 2010s and the beginning of the 2020s. In this sense, this new iteration of Batman (structured as a true classic Noir) seems to become an expression of its own historical period, its dark sides, and its "pathologies," which have defined what has been termed the "Post-Truth Era" since 2016. This era is characterized by rhetoric and emotional sensationalism being more important than the reality of facts, and the pervasive ubiquity of media contributes to creating facts themselves. The distinctions between true and false, and between truth and opinion, thus become primarily emotional and subjective matters, while objectivity appears increasingly irrelevant. However, the risk is that individuals become isolated, confined within the prison of their own beliefs and convictions (echo chambers), rather than being open to encountering others or, better yet, to the "risk" of encountering others and the truth of what is. This is how, just like "The Batman" seems to suggest, in a world of half-truths, pre-fabricated truths, opinions elevated to truths, and illuminated by media spotlight, as well as bolstered by an arsenal of emotional imprints, what is hidden from the sunlight (the truth) can only be unveiled through darkness, perhaps by looking within oneself and romancing, rather than avoiding and concealing, the shadows.

Romancing The Shadow

The Batman (Matt Reeves, 2022) or The Exile of Darkness

Batman è un’icona culturale, un personaggio complesso e un fenomeno transmediale, che ha attraversato per più di ottant’anni l’immaginario popolare americano in diverse iterazioni e in diversi medium, ognuno dei quali ogni volta non è solo espressione della sensibilità dei diversi autori che vi hanno messo mano, ma anche – e forse soprattutto –  manifestazione del proprio tempo storico, sociale e culturale. È impossibile, in questo contesto, tenere conto di tutte le forme dell’apparire, le sfumature e le stratificazioni simboliche che hanno contraddistinto l’immaginario e il multiverso di Batman nel corso degli anni. Batman, insomma, nella sua storia è stato diverse cose, talvolta anche completamente diverse l’una dall’altra; un personaggio “fluido”, si potrebbe anche dire, e quindi rinchiuderlo in una sola figurazione probabilmente significherebbe impoverirne il mito e il fascino. Allo stesso tempo, però, ogni interprete di Batman – come spesso accade anche in ambito accademico, e quindi non solo nel mondo del fandom – porta sempre con sé la propria idea di Batman, chi sarebbe e/o dovrebbe essere, e quest’analisi non è da meno. In questo senso, quella che segue è “una” lettura del personaggio, e ovviamente non è esente da alcune lacune, incertezze ed anche da certi partiti presi. Ciononostante, è opinione di chi scrive che – come in ogni mito/fairy tale e in particolare come nei 1990s ha fatto anche Dennis O’Neil nella sua «Batbible» – sia possibile rintracciare attraverso le epoche, le espressioni, i mondi immaginali e i media in cui Batman è apparso, alcuni topoi, aspetti ricorrenti tanto archetipici quanto archetipali, i quali permettono di definire le principali peculiarità e strutture espressive del personaggio e del suo universo. Ed è proprio su quelli che riteniamo essere i topoi più interessanti dell’universo narrativo di Batman che vogliamo sostanziare la lettura che segue, la quale attraverso il caso specifico di questa sua ultima incarnazione, per quanto possibile e se pur attraverso rapidi cenni vorrebbe essere anche un tentativo, pur sempre provvisorio, di ripercorrere l’evoluzione storica ed estetica del Batman cinematografico.

AVVERTENZA: pur avendo cercato di evitare «SPOILER» sugli eventi principali della trama, è però possibile che le argomentazioni e i riferimenti possano ugualmente rivelare alcuni dettagli.

«Due anni trascorsi a pattugliare le strade nei panni di Batman (Robert Pattinson), incutendo timore nel cuore dei criminali, hanno trascinato Bruce Wayne nel profondo delle tenebre di Gotham City. Potendo contare su pochi fidati alleati – Alfred Pennyworth (Andy Serkis) e il tenente James Gordon (Jeffrey Wright) – tra la rete corrotta di funzionari e figure di alto profilo della città, il vigilante solitario si è affermato come unica incarnazione della vendetta tra i suoi concittadini. Quando un killer prende di mira l’élite di Gotham con una serie di malvagi stratagemmi, una scia di indizi criptici spinge il più grande detective del mondo a indagare nei bassifondi, incontrando personaggi come Selina Kyle / alias Catwoman (Zoë Kravitz), Oswald Cobblepot / alias il Pinguino (Colin Farrell), Carmine Falcone (John Turturro) e Edward Nashton / alias l’Enigmista (Paul Dano). Mentre le prove iniziano a condurlo più vicino alla soluzione e la portata dei piani del malfattore diventa chiara, Batman deve stringere nuove alleanze, smascherare il colpevole e rendere giustizia all’abuso di potere e alla corruzione che da tempo affliggono Gotham City».

Cliccare qui per guardare il «Trailer di «The Batman»

ITA-White-LM-The-Exile-of-Darkness-The-Batman-2022

ENG-White-LM-The-Exile-of-Darkness-The-Batman-2022

Autore