N° 38/2021 – Dialoghi sul carcere: sguardi, modelli, esperienze dal Settecento ad oggi

N° 38/2021 – Dialoghi sul carcere: sguardi, modelli, esperienze dal Settecento ad oggi
M. Delogu, Portone d'entrata

Abstract:

Il presente numero, stimolato dalla linea editoriale che caratterizza il «Giornale di Storia», ha l’ambizione di tenere insieme due prospettive di analisi solitamente distinte: la riflessione attuale sulle prigioni italiane e la storia del carcere attraverso l’esame di un caso-studio significativo come quello pontificio.

A questo duplice piano, del presente e del passato, si aggiunge la scelta di dare ampio spazio alla dimensione della rappresentazione della prigione, non sempre tenuta in debito conto nelle analisi sulla realtà carceraria.

Da un lato, nella prima parte dedicata all’attualità, l’analisi di recenti esperienze e le interviste ad alcuni protagonisti della realtà penitenziaria italiana aprono un dialogo con le forme di rappresentazione che di tale universo hanno fornito la scrittura cinematografica e la fotografia; dall’altro lato, la seconda parte più strettamente di taglio storico, propone un focus sul modello di carcere romano/cattolico che fu a sua volta oggetto di rappresentazioni talmente dibattute tra XVIII e XIX secolo da condizionare pesantemente lo stesso giudizio storiografico su di esse.

L’intreccio tra aspetti istituzionali, dibattito tecnico-scientifico e rappresentazioni culturali costituisce dunque la base su cui si è costruito il percorso di ricerca e di incontro multidisciplinare di cui qui si presentano i risultati. L’innesto tra approcci politici, sociali e narrativi non riflette soltanto la contingenza attraverso cui ha preso forma una collaborazione tra esperte e esperti di carcere provenienti da formazioni diverse, ma tale innesto viene accolto come un assunto irrinunciabile da cui esaminare le molteplici realtà del carcere.

L’idea di fondo è che la varietà di saperi e di culture carcerarie confluita nella soluzione penitenziaria costituisca uno strumento euristico essenziale per analizzare la capacità di tenuta di questo dispositivo punitivo in prospettiva storica.

In altre parole, senza prendere in conto la convergenza tra questi paralleli sguardi sulla prigione risulta difficile comprenderne la parabola storica di successo fino ai nostri giorni, seppure costellata di critiche e di proposte di riforma sin dagli albori nel XVIII secolo.

 

Foto di copertina, Portone d’entrata by Marco Delogu

Autore

  • Chiara Lucrezio Monticelli

    Chiara Lucrezio Monticelli è professoressa associata di Storia Moderna presso l’Università di Roma “Tor Vergata”. Attualmente è membro del comitato scientifico della Società Italiana di Studi sul secolo XVIII, del Laboratorio di ricerca Pratiche carcerarie nell’Italia moderna e contemporanea, dell’advisory board della collana Social History of Punishment and Labour Coercion (Amsterdam UP). Si occupa principalmente di storia del carcere e delle polizie nell'Età delle rivoluzioni. Tra le sue pubblicazioni: La polizia del papa. Istituzioni di controllo sociale a Roma nella prima metà dell'Ottocento (Soveria Mannelli, 2012), e Roma seconda città dell’Impero. La conquista napoleonica dell’Europa mediterranea (Roma, 2018)