N° 7/2011 – INCONTRI INASPETTATI. IL CONFRONTO CON L’ISLAM A ROMA IN ETÀ MODERNA (XVI-XVIII SEC.)


Abstract:

Negli ultimi anni, ricerche innovative hanno disegnato la storia di Roma in età moderna introducendo interpretazioni originali e prospettive diverse da quelle consuete. Dal punto di vista della storia sociale e culturale, Roma non appare più solamente come la città “santa”, capitale di uno Stato teocratico e centro spirituale della cattolicità, ma risalta quale splendido laboratorio urbano di una società complessa e plurale nella quale, sia pure con regole ferree pensate e applicate per mantenere distanze incolmabili tra la società maggioritaria e le minoranze, persone diverse per cultura e credo trovavano modi e vie inaspettati di comunicazione e di scambio (e naturalmente anche di conflitto). L’esperienza della comunità ebraica capitolina è, da questo punto di vista, paradigmatica. Ma essa non è isolata. Nella policromica realtà della città papale si possono ritrovare spazi di presenza per protestanti e “eretici” e anche, seppure in forme più sfuggenti, per infedeli e nemici inconciliabili come i musulmani.

I saggi che presentiamo in questo numero e nel prossimo si concentrano sulla poco nota presenza islamica a Roma, non senza affrontare il tema teorico dell’alterità (Trincia) e delle identità diverse (Heyberger). Essi svelano, all’interno della più attuale discussione storiografica sulla multiforme Europa “cristiana” di età moderna, quali e quante siano le tracce di quella presenza, nascoste nelle vie con cui sono state costituite alcune straordinarie collezioni d’arte orientale (Colonna), nell’iconografia di propaganda (Moretti) e provano a descrivere, anche grazie al confronto con la Venezia dai mille volti raccontata da Giuseppina Minchella, le molte frontiere e le identità celate nella Roma di età moderna (Di Nepi).

Autore

  • Roberto Benedetti

    Roberto Benedetti è cultore della materia e dottore di ricerca in Storia moderna presso La Sapienza-Università di Roma. È specialista di storia sociale e di storia della giustizia penale nella Roma di età moderna ma recentemente ha iniziato ad occuparsi del tema della schiavitù islamica all’interno dei confini dello Stato della Chiesa di antico regime. Ha partecipato al progetto europeo "Oltre la guerra santa", la gestione del conflitto e il superamento dei confini culturali tra mondo cristiano e mondo islamico dal Mediterraneo agli spazi extra-europei: mediazioni, trasmissioni, conversioni (sec. XV-XIX)" – Progetto finanziato dal MIUR con fondo FIRB-Futuro in Ricerca, 2008, nell’ambito del quale ha realizzato una ricerca sulle fonti archivistiche e bibliografiche relative alla normativa prodotta tra XVI e XVIII secolo sulla presenza di schiavi islamici non convertiti nel territorio dello Stato della Chiesa di antico regime. È capo redattore della rivista scientifica on line Giornale di Storia ( www.giornaledistoria.net ). Le sue principali pubblicazioni sono: Tribunali e giustizia a Roma nel Settecento attraverso la fonte delle liste di traduzione alla galera (1749-1759), in «Roma moderna e contemporanea», anno XII, 3, settembre-dicembre 2004; Madri, figlie, mogli, schiave. Le istanze di liberazione inoltrate all'Arciconfraternita del Gonfalone (Secolo XVIII), in «Storia delle donne», 5 (2009), pp. 147-165; Il “gran teatro” della giustizia penale: i luoghi della pubblicità della pena nella Roma del XVIII secolo, in «Mélanges de l’École Française de Rome. Italie et Méditérranée» (in corso di pubblicazione); Dalla galera all’Ergastolo. Storia del carcere per ecclesiastici criminali, in «Ricerche di storia sociale e religiosa», 81 (2012), pp. 15-69; Servi introvabili e schiavi visibili. Un’analisi delle fonti giuridiche dello Stato della Chiesa (XVI-XVIII secolo) in «Dimensioni e problemi della ricerca storica», 2 (2013), pp. 53-80.